CasaPound Italia contesta Soros a Udine


A suo tempo, mentre qualcuno pensò bene di premiarlo, CasaPound Italia aveva già chiaro chi fosse Soros che a distanza di anni ha avuto un ruolo sempre più chiave negli scenari politici europei.

Era l'11 maggio del 2013

Udine, 11 Maggio–”Immorale premiare uno sciacallo della finanza mondiale”, è quanto si legge sullo striscione con CasaPound Italia Friuli Venezia Giulia hanno manifestato davanti al teatro davanti al teatro Giovanni da Udine, per contestare l’arrivo in città e la premiazione di oggi dello speculatore finanziario George Soros.

“Siamo contro – spiega il responsabile regionale di Cpi Fvg, Nicola Di Bortolo – il cosiddetto modello di “finanza aperta”, per cui Soros sarà insignito del premio Terzani. Riteniamo assurdo – prosegue il responsabile di Cpi Fvg – che chi ha messo in ginocchio tutto il sistema finanziario mondiale, in collaborazione con i vari Rothschild, Rockefeller e altri sciacalli, venga premiato in una delle kermesse economico-culturali più importanti della nostra regione”.

“Il signor Soros – ricorda Di Bortolo – è stato uno dei principali promotori, organizzatori e beneficiari del gigantesco attacco speculativo contro la lira, la sterlina britannica, il franco francese e altre monete europee nel settembre 1992. Inoltre – prosegue l’esponente di Cpi – è noto il suo contatto stretto e privilegiato con Gerald Carrigan, ex presidente della Federal Reserve Bank e membro della Goldaman Sachs, uno dei centri della grande speculazione sui derivati e sulle monete a livello mondiale, per di più coinvolto in modo diretto nella politica delle privatizzazioni in Italia”.

“Cpi considera immorale questo approccio alla finanza mondiale e chiede – chiarisce Di Bortolo – un rigido controllo dei prodotti finanziari derivati, responsabili della crisi economica, e il divieto di scambiarli con titoli di Stato, banche di interesse nazionale, materiali di primaria necessità come gli idrocarburi e le derrate alimentari. Inoltre – prosegue – va previsto il divieto assoluto per gli enti pubblici di finanziarsi con emissioni di bond, di effettuare vendite allo scoperto. Va invece creata – conclude il responsabile di Cpi – una nuova società di rating, pubblica ed europea, che sostituisca strutture come Moody’s e Standard&Poor’s.

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