Bandiera titina sul municipio di San Dorligo della Valle

CasaPound Italia: "Se Sandy Klun non si dovesse dissociare da quella bandiera, farebbe meglio a ritirare la propria candidatura a Sindaco"



"Le parole del Sindaco Klun sono tanto stucchevoli quanto imbarazzanti per un amministratore locale" afferma Francesco Clun, candidato alle elezioni europee per la lista CasaPound Italia. "Come può un Sindaco non sapere cosa fanno i propri dipendenti in un Comune di 6mila abitati? Di certo non è scaricando le responsabilità su altre persone che il Sindaco Klun uscirà da questa triste vicenda".

“Quanto accaduto il 1 maggio non va solo in contrasto con la legge 92/2004 (legge sul Giorno del Ricordo) ed il nuovo Statuto comunale, ma è qualcosa che offende la memoria di molti cittadini italiani che hanno vissuto sulla pelle della propria famiglia la tragedia delle Foibe e dell'Esodo ”

"Per questo chiedo al primo cittadino di San Dorligo della Valle, oggi candidato alle elezioni comunali, di dissociarsi nettamente da quella bandiera e dal quel gesto provocatorio che vuole, nel 2019, alimentare ancora odio e divisioni".

"A distanza di tre giorni non abbiamo ancora letto alcuna presa di distanze netta in questo senso; anzi, si è tentato di giustificare questo gesto vigliacco parlando di "liberazione" quando, com'è noto a tutti, l'arrivo del IX Corpus di Tito è stata un'occupazione che ha segnato in modo indelebile tutta la Venezia Giulia" prosegue il candidato della tartaruga frecciata che conclude con una provocazione "se Klun non dovesse dissociarsi quanto prima da quanto accaduto riconoscendo l'immane tragedia che rappresenta quella bandiera, lo invito a ritirare la propria candidatura a Sindaco di San Dorligo della Valle. L'Italia non merita amministratori locali che continuano a vivere col torcicollo ammiccando ai nostalgici di Tito".

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